Lampade Vintage

Se ami il vintage e vuoi arredare la tua casa con questo stile, allora non possono mancare delle belle lampade. Potrai acquistare lampade dalle varie forme e dai vari colori che ricordano il passato e potrai sbizzarrirti tra applique, faretti, lampade da terra e molto altro. I tuoi ospiti rimarranno affascinati dallo stile che creerai nella tua casa.

Lampade da terra vintage

Potrai posizionare questa lampada in un angolo di casa tua che non viene sfruttato al meglio, inondandolo di luce. Può essere posizionata vicino a una poltrona, un divano, o su un tavolo basso per illuminare un angolo della stanza.

Lampade da tavolo vintage

Queste splendide lampade da tavolo anni 50 daranno alla tua scrivania o ai tuoi comodini e tavolini un aspetto rétro. Splendide sono le lampade Tiffany, che donano alla tua camera, al soggiorno o allo studio un ambiente raffinato e di classe.

Lampade da parete vintage

Queste applique creeranno nelle stanze di casa tua un ambiente e un'atmosfera perfetta, creando il luogo caldo e accogliente che hai sempre desiderato. Non ti preoccupare per le lampadine da utilizzare, funzionano perfettamente anche con quelle di ultima generazione.

Lampade industriali vintage

Queste lampade sono state realizzate con tubi, valvole e materiali riciclati, puoi trovarle in vari colori, e renderanno i punti luce di casa tua o del tuo ufficio unici e affascinanti agli occhi di tutti.

Lampade sospensione vintage

Se il tuo stile è vintage ma ti piace rimanere sul classico questo genere di lampadari fanno proprio al caso tuo e doneranno alla tua casa un aspetto regale, soprattutto per quanto riguarda i lampadari in stile Elisabettiano che daranno un tocco speciale al tuo soffitto.

Tipi di lampade vintage

In questa pagina potrai trovare tantissime lampade in stile vintage sia in quanto a forme che materiale: in metallo, ottone, acciaio, legno, ecc. in questo appartato ti spiegheremo ogni dettaglio e ti aiuteremo a conoscere i vari modelli e il loro utilizzo nell’arredamento della tua casa:

  • Lampade industriali: questo stile di lampade sono realizzate principalmente in metallo e in acciaio, sono per lo più ideali per la cucina.
  • Plafoniere o lampadari a sospensione: di queste plafoniere o lampade ne esiste una gamma molto varia e sono perfette per salone, sala da pranzo ma si adattano perfettamente anche alla cucina.
  • Lampade da terra: sono ideali per un angolo del tuo salotto e puoi sceglierle sia con il paralume che senza. Ideali per salotti vengono utilizzate in particolare per illuminare un angolo specifico della tua sala.
  • Lampade da tavolo: sono piccole e bellissime lampade che ti tufferanno nel passato. Ideali per illuminare un tavolino, i comodini della camera da letto o una scrivania per il tuo studio.

Prima di parlare della storia delle lampade è bene avere anche alcune nozioni per quanto riguarda la storia dell’illuminazione, in modo da avere un quadro più generale.

Storia dell’illuminazione

L’illuminazione, come tutti sappiamo è iniziata nella preistoria con grandi tizzoni ardenti per arrivare fino ai giorni nostri con le lampadine di ultima generazione, lampadine al LED e lampadine ad alto risparmio energetico. Si può quindi dire che la prima illuminazione è stata 50.000 anni fa a.c. con l’accensione del primo fuoco per poi trasformarsi nel corso dei secoli in illuminazione a olio (700 a.c.), in illuminazione a gas (nel 1799 d.c.) fino ad arrivare nel 2010 con lo sviluppo delle ultime lampadine al LED.

Illuminazione a fiamma viva

La fiamma viva, fin quasi poco più di 100 anni fa, rappresentava l’unico mezzo di illuminazione che si conosceva. Era diffuso per lo più nell’Europa Centrale ed era costituita da pezzi di legno che venivano lavorati con materiale infiammabile come la resina o il catrame, proprio questi pezzi di legno diedero origine alle classiche fiaccole.

Gli stoppini e le prime lampade

Nelle lampade a olio serve innanzitutto uno stoppino e il combustibile, creato con vari oli e cere, grassi vegetali o animali. Solo dal XVI in Germania fu prodotto per la prima volta l’olio di barbabietola o di colza. Si può affermare che l’utilizzo dello stoppino per è stato significativo e ha costituito una vera e propria rivoluzione nella tecnica dell’illuminazione. In quell’epoca questo genere d'illuminazione veniva utilizzata solo dalla nobiltà mentre il popolo utilizzava il sebo o l’olio di balena. Solo nel XVIII secolo Aimé Argand introdusse l’uso di uno stoppino rotondo in modo da consentire un maggior afflusso di ossigeno, di temperatura e una combustione più pulita. Successivamente per creare la lampada a olio fu inserito un cilindro di vetro, sopra al contenitore dell’olio che consentiva alla fiamma di rallentare la combustione e per alzare e abbassare la fiamma era necessario ruotare un meccanismo girevole. Diciamo che questa lampada fu l’apripista per la lampada a petrolio, infatti il petrolio era meno caro degli oli, fu così che mantenendo la stessa funzione la lampada a petrolio prese subito piede.

L’Illuminazione a gas

Fu nel 1892 che l’illuminazione attraversò un altra rivoluzione sostanziale, infatti fu quando Friedrich Wöhler scoprì che per ottenere il gas di acetilene dalla calce viva e quindi appena il carburo entra a contatto con l’acqua si sprigiona un gas combustibile che brucia creando una fiamma molto viva. In pratica per poter sfruttare questo gas e creare luce bisognava utilizzare due camere sovrapposte, in quella alta veniva inserita l’acqua mentre quella in basso veniva riempita di carburo e per dare il via alla fiamma bisognava, tramite un apposito meccanismo aprire il comparto dell’acqua che scendendo sul carburo sviluppava il gas. Questo attraverso a un ugello brucia e la sua fiamma è gialla, chiara e luminosa. Questo sistema non fu adottato solo per le prime lampade dei minatori ma anche per le lampade delle biciclette, delle moto ma anche delle prime auto oltre che le lampade per la casa, sia da tavolo che da parete. Non andò però bene per illuminare le camere in quanto questa miscela formò la fosfina, con un odore molto forte e agliaceo che era impossibile respirare. Nel XIX secolo ci fu una nuova scoperta, il carbone fossile che veniva impiegato specialmente per l’illuminazione stradale e nelle industrie. Proprio nelle fabbriche inglesi venne utilizzato per la prima volta e successivamente prese piede anche in Germania per dar modi d'illuminare le case della borghesia.

Illuminazione a distanza

Inizialmente la fiamma libera del gas venne utilizzata solo in un campo stretto, mentre la lampadina venne utilizzata per spazi più ampi e distanti in quanto la luce era molto chiara e calda, e proprio per questo fu chiamata “luce a distanza”. Davy nel 1800 scoprì la lampada bianca ad arco quindi Carl Auer Von Welsbach utilizzò una fiamma di Bunsen per dare ancora più luminosità a una reticella Auer, costituita da torio e cerio e che illuminava maggiormente con uno spreco minore di gas. Verso il 1900 la luce a gas era utilizzata per illuminare le vie cittadine e le industrie.

L’Elettricità

La luce ad arco fu appunto impiegata solo ed esclusivamente per le fabbriche, dove occorreva parecchia luce o nelle vie ma mai a uso domestico in quanto la luce era del tutto chiara e abbagliante e avrebbe illuminato la notte come il giorno. La vera rivoluzione però doveva ancora arrivare nell’ambito dell'illuminazione e fu proprio nel 1890 che Thomas Edison sviluppò, su un’idea di Humphry Davy, un filamento molto resistente di bambù carbonizzato. Questo faceva durare la luce per 40 ore circa, ma continuando a studiare il processo che scoprì un sistema molto complesso di generazione, distribuzione e commutazione della corrente elettrica., in modo che tutti potessero utilizzarla, comprese le industrie e le fabbriche. Da quel momento iniziò l’illuminazione elettrica solo che per soppiantare la luce a gas era necessario trovare e realizzare una lampadina a lunga durata. Fu proprio Carl Auer, dopo circa 10 anni dalla scoperta di Edison che inventò la lampadina con il filamento metallico. Da qui nacque l’illuminazione a lunga durata.

Lampade dell’era moderna

Con l’avvento della corrente elettrica sul finire del 1920 a Berlino solo il 50% della popolazione poteva usufruire della corrente elettrica. I costi per l’allacciamento alla rete elettrica rendeva questo servizio fruibile solo dalla borghesia cittadina, proprio per questo alcuni comuni aiutarono i loro cittadini con finanziamenti per potersi collegare alla rete elettrica. I produttori dell’energia elettrica fecero proprio una campagna pubblicitaria dove si diceva che il consumo e l’allacciamento alla rete elettrica era sinonimo di prestigio sociale, facendo così intendere che chi fosse ancora legato alla luce a gas era povero. Grazie a questa invenzione le case poterono essere illuminate, le fabbriche anche di notte in modo tale da poter fare più turni, anche i lampioni delle vie cittadine iniziarono a essere illuminate con la corrente elettrica. Da allora qualsiasi macchinario, elettrodomestico ecc. sia nelle abitazioni che nelle fabbriche e industrie sfruttano la corrente elettrica, questo però nel corso del tempo ha creato le prime centrali a carbone, centrali elettriche e idroelettriche addirittura centrali nucleari. Nel 2020 l’inquinamento luminoso in tutto il mondo di attesta intorno al 6%.